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Spesso nelle vecchie case ci si trova a calpestare pavimenti antichi dal valore inestimabile. Vere e proprie opere d’arte che sarebbe un errore sostituire con pavimenti nuovi, perché possono essere recuperate e riportate in vita. Ma come si recupera un pavimento antico? Conviene restaurare o sostituire il pavimento?

Negli ultimi anni le pavimentazioni antiche sono tornate in auge. In molti si sono accorti del loro valore e, di fronte a una casa da ristrutturare, decidono di preservare i pavimenti originali con un intervento di recupero. Oppure c’è anche chi, affascinato dal passato, sceglie di acquistare pavimenti antichi per una casa nuova, ricercando aziende che, come noi, offrono soluzioni di recupero (se vuoi approfondire a questo link trovi le nostre proposte per pavimenti antichi).

Prima di prendere una decisione così importante come la scelta del pavimento è bene avere tutte le informazioni necessarie. Questa breve panoramica sul recupero dei pavimenti antichi può aiutarti a fare una scelta ponderata.

Quali sono i pavimenti antichi?

Innanzitutto, vediamo quali sono le tipologie di pavimenti antichi più comuni:

  • Cementine
  • Graniglie
  • Cotti
  • Pietre (da interni o da esterni)
  • Parquet antichi con tavolato di recupero

Hanno caratteristiche molto diverse tra loro, ma generalmente tutti si trovano in edifici appartenuti a nobili, proprietari terrieri e ricchi borghesi. E, inutile dirlo, tutti sono bellissimi, con disegni geometrici, motivi floreali e giochi cromatici che li rendono unici. Smantellarli sarebbe davvero un peccato.

Recupero pavimenti antichi: i passaggi fondamentali

Ora è il momento di passare ai fatti. Vediamo come riportare i pavimenti antichi al loro antico splendore.

  1. La prima cosa da fare è verificare l’integrità del pavimento. È in buone condizioni? Quanto è danneggiato? Solo leggermente o ha subito danni evidenti?
  2. Controlla se le mattonelle aderiscono al fondo. Se complessivamente sono abbastanza stabili sarà sufficiente intervenire su quelle precarie. Se invece è la maggioranza delle piastrelle a essere instabile, forse sarà necessario toglierle tutte per far livellare il fondo e, successivamente, rimetterle in posa. Nel primo caso puoi svolgere il lavoro in autonomia, mentre nel secondo caso è sempre meglio rivolgersi a un professionista.
  3. Stuccatura. Una scelta importante da compiere è quella del tipo di stuccatura con cui trattare il pavimento, una volta riparate e livellate. Questo perché optare per una colorazione errata andrebbe a screditare, e purtroppo rovinare irrimediabilmente, anche il più bel pavimento.
  4. Levigatura. Anche questa è una fase molto importante, perché permette di dare omogeneità allo spessore delle piastrelle e di eliminare eventuali macchie. Attenzione a utilizzare gli strumenti e i prodotti più adatti alla tipologia di pavimento da recuperare. Anche in questo caso il consiglio è quello di affidare il lavoro a un professionista competente.
  5. Infine, bisogna pulire e lucidare il pavimento. Se non si tratta di una pavimentazione particolarmente delicata o con problematiche particolari, è sufficiente utilizzare un detergente neutro specifico tra quelli in commercio. Ti serviranno anche spazzole non aggressive e cere idonee al pavimento da trattare.

È conveniente?

Dipende dalle circostanze ed è sempre opportuno fare una valutazione ad hoc, ma in generale il recupero di un pavimento antico è più conveniente rispetto alla sostituzione. Smantellare il pavimento esistente, aggiustare il fondo e mettere in posa delle nuove piastrelle richiede più tempo, lavoro e risorse, quindi, sì, salvo eccezioni, vale la pena recuperare un pavimento antico.

Vuoi restituire splendore a un pavimento antico? >> Contattaci

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