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Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia

Se siete proprietari o concedenti di un edificio da ristrutturare, è necessario conoscere e saper scegliere il tipo di intervento di cui si ha realmente bisogno perché ne esistono diversi e soprattutto variano per dei dettagli, piccoli ma fondamentali.

Per iniziare: quale intervento di restauro scegliere?

La scelta della tipologia di restauro giusta per il vostro edificio dipende da una serie di fattori che vanno ad identificare nel dettaglio la struttura su cui intervenire, le sue condizioni, il tipo di intervento e la sua complessità. C’è da dire che per questo genere di attività è necessario rivolgersi ad un architetto, unica figura a norma di legge in grado di muoversi con competenza nel settore, sapendo come chiedere determinati permessi e come agire nel rispetto delle norme vigenti.

Restauro e risanamento conservativo

Gli interventi di restauro e risanamento conservativo hanno lo scopo di conservare e recuperare l’organismo di qualsiasi edificio rispettandone tutti i suoi elementi. Questi interventi assicurano anche la funzionalità degli stessi grazie ad un insieme di azioni che consentono destinazioni d’uso compatibili alle precedenti anche se differenti. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo comprendono: il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi, l’inserimento degli elementi accessori, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo.

E’ necessario però distinguere i due tipi di intervento, perché totalmente differenti:

il restauro è finalizzato alla conservazione, al recupero e alla valorizzazione dei caratteri degli edifici di interesse storico-artistico, architettonico o ambientale. Questi interventi possono essere svolti anche con l’impiego di materiali e tecniche diverse da quelle originarie; il risanamento conservativo, invece, è finalizzato principalmente al recupero funzionale di edifici che necessitano di consolidare e integrare gli elementi strutturali e la modificazione dell’assetto planimetrico.

Restauro e risanamento possono però essere tra loro confusi e, anche se in via teorica, si riferiscono allo stesso genere di interventi, presentano tra loro delle piccole ma fondamentali differenze.

Il risanamento conservativo

Il risanamento conservativo riguarda tutti gli interventi che sono rivolti ad assicurare la funzionalità di un edificio conservandone allo stesso tempo gli elementi tipologici, formali e strutturali.

Gli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso il risanamento conservativo sono: risanare la struttura, eliminando un eventuale stato di degrado; conservare integralmente la natura e la funzione dell’edificio, evitando trasformazioni anche parziali che possano modificare la sua fisionomia originaria e la distribuzione interna della sua superficie. Sono però ammesse variazioni alla destinazione d’uso, purché restino compatibili con l’organismo edilizio oggetto di conservazione.

Le tecniche utilizzate per eventuali ricostruzioni, sostituzioni e consolidamenti devono per questo essere simili o compatibili con quelle di costruzione, così come quanto riguarda i materiali utilizzati.

Il restauro conservativo

Il restauro conservativo riguarda le attività che mirano alla conservazione degli edifici di natura storico-artistica. La prima differenza rispetto agli interventi di risanamento conservativo riguarda in particolare la natura delle strutture di riferimento: sono principalmente oggetto di restauro, infatti, gli edifici vincolati dalla sovrintendenza ai beni architettonici.

Il valore storico di queste strutture è direttamente implicato anche nella seconda peculiarità degli interventi di restauro, ovvero la possibilità di ricostituire l’aspetto e la funzionalità dell’edificio di un determinato periodo della sua epoca. L’obiettivo è di riportar l’edificio al momento storico in cui possa essere definito “compiuto”, intervenendo eventualmente anche con modifiche importanti che però lascino inalterate la struttura e i volumi interni.

Il restauro conservativo solitamente può essere accompagnato anche da interventi di manutenzione straordinaria.

Materiali originali e materiali compatibili

Particolare attenzione deve essere fatta in tutti quei restauri conservativi dove si deve applicare la sostituzione del materiale originario: in questi cosi si dovrà procedere con materiali affini e compatibili, ovvero affini alle caratteristiche chimico fisiche e compatibili con i supporti al quale sono destinati.

La ristrutturazione edilizia

Il terzo tipo di intervento è quello della ristrutturazione edilizia che però risulta agli antipodi delle tipologie di interventi descritti sino a qui.

Per ristrutturazione edilizia, si intende un intervento che comporti una profonda trasformazione dell’intero edificio o delle sue componenti, con la conseguente alterazione della sua natura originaria o delle sue funzioni. La natura della ristrutturazione edilizia è quindi totalmente opposta a quella del restauro e del risanamento conservativo poiché il fine di questi interventi è quello di preservare gli elementi originali della struttura.

Quando si parla di restauro di un edificio è necessario tenere conto di tutte le varie sfaccettature storiche ed architettoniche che si sono succedute nelle varie epoche, evitando di perdere di vista gli elementi precedenti della struttura e lasciando in secondo piano un approccio troppo personale.

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